- Sumário
- Folheto do drama para música Testoride Argonauta (1780)
- Ano
- 1780
- Localização
Biblioteca Geral da Universidade de Coimbra (Misc.571); Biblioteca Nacional de Portugal (L, 5790 - P)
- Impresso
- Stamperia Reale, 1780
Testoride Argonauta
Dramma per musicaDa rappresentarsi nel Teatro Della Vila di Queluz.
Per festegiarse il felicissimo giorno natalizio di sua Maestà Fedelissima.
L’ Augusto D. Pietro III.
Re di Portogallo degli Algarve etc, etc.
Li 5 Luglio 1780.
Nella Stamperia Reale.
Testoride, Principe Argonauta, padre di Calcante, e d’ Irene, per molti anni ebbe guerra con Icaro Re di Caria: più volte lo vinse, e finalmente nella celebre battaglia di Mira nella Licia, Distruttogli tuttol’ esercito, l’ obbligò ad una precepitosa fuga, per cui nel car d’ Icaro restò sempre un odio implacabile contro de’ Greci. Nel ritorno poi, che l’ accennato Testoride, con gli altri suoi compagni Eroi, fece dalla gloriosa conquista di Colco (la di cuiepoca è trentacinque anni avanti la guerra dì Troia) su avvertito, che la sua figlia Irene passegiando un giorno su la spiaggia del mare, da uno stuolo di pirati gli era stata rapita, quindi (ignorando, che questi l’ averano venduta ad Icaro suo nemico) fece subito equipaggiare una nave, e ne andò in Traccia, ma avvenne, che transportato da una fiera tempesta, naufragò su le coste di caria, ove semitivo su fatto prigioniero, e poi condotto alla prefenza d’ Icaro, che quantunque
in lui non riconoscesse il suo nemico Testoride, come Greco ordino, che fosse rinchiuso in una oscura prigione.
Calcante, che per due lustri non ebbe mai nu va del genitore, si risolse di andare a consultar l’ Oracolo di Apollo, dal quale n’ebbe in risposta: che col finto nome di Leucippo, e mentite spoglie si trosportasse in Alicarnasso, che ivi avrebbe ritrovato Testoride suo Padre. Immediatamente eseguì ciò, che l’ Oracolo gl’ impose: presentosi alla Corte, ed ebbe la sorte di acquistarsi la benevolenza del Re.
Irene cresciuta in bellezza, e virtù, sebben cattiva, fu da Icaro amata, e poi dichiarata Regina, quinti stimolata dall’ amor della Patria, implorò la liberazione de’ Schiavi greci, el’ ottenne. Il Re frattando impose a Leucippo suo confidente d’ introdurre i sciolti prigioni alla prefenza della loro liberatrice Regina, fra questi a lei si presentò l’ incognito vecebio Testoride, e quindi dall’ autorevole suo aspetto, si mosse Irene ad obbligarlo a narrarle il tenore delle sue disavventure, dalle quali seguì poi lo scambievole loro riconoscimento.
L’ inaspettato contento di Testoride presto si cangiò in tristezza, pochè seppe, che doveva la sua ottenuta libertà alla propria
figlia, la quale si vantava amante, e futura sposa del suo nemico. Lo stesso avvenne alla misera Irene, che (angustiata dai rimproveri paterni) non potendo nè simulare, nè palefare al suo Amante l’ interno del suo core, gli cagionò motivo, onde s’ insospettisse di qualche segreta amorosa intelligenza.
Avvertito il Re finalmente, che aveva Irene stabilita a sua notturna fuga con Leucippo, la sorprese allora, che quella credeva liberarsi al suo germano Calcante per fuggirsene in Argo unitamente con Testoride loro Genitore, ed invaso dal furor di gelosia, già si determinava a far loro soffrire una barbara morte, ma scoperta poi la loro innocenza, il grado, e la persona di Testoride, cangiando di aspetto ogni tragico apparechio, da Icaro su stabilita la pace con la Greccia, e si effettuò l’ Imenèo con la sua sospirata Irene.
Il fondamento principale dell’ istoria si è tirato da Igin . Vell. Etc. E quantunque altri Autori abbiamo in quelche parte variata la narrazione del soggetto, noi senza alterarne la catastrofe, ci fiamo appigliati a quanto potesse formare una succinta Rappresentazione.
Il luogo della scena, e la Reggia d’ Alicarnasso, Capitale della Caria.
Il tempo, è il giorno , che Icaro elegge Irene per sua sposa.
L’ Azione è la libertà acquistata da’ Greci, per cui Testoride ha motivo di riconoscere i suoi figli.
Si averte, che per comodo della musica si è posto il nome d’ Irene in vece di Teonea, come accenna l’ istoria.
Mutazioni di Scene
Nell’atto Primo
Sala Regia destinara per le pubbliche udienze. Trono da un lato. ln prospetto Ara col simulacro del Sole.
Appartamenti.
Per il Ballo
Bosco. In fondo, spiaggia di mare con barca.
Nell’atto Secondo
Appartamenti suddetti.
Stanze terrene corrispondenti alle rive del mare. Cancello in
prospetto.
Le scene sono d’ invenzione <_st13a_state _w3a_st="on"><_st13a_place _w3a_st="on">del Signor Giacomo Azzolini, Architetto Teatrale all’ attual servizio di S.M.F.
Le Macchine sono <_st13a_state _w3a_st="on"><_st13a_place _w3a_st="on">del Signor Petronio Mazzoni, all attual Servizio di S.M.F.
Il ballo
È d’invenzione del Signor Pietro Colonna, ed eseguito da seguenti.
Sig. Pietro Colonna suddetto.
Sig. Francesco Zucchelli.
Sig. Niccola Midossi.
In attual servizio de S.M.F.
Monfr. Giorgio Binetti
Sig. Giambattista Flambò.
Sig. Ridolfo Butti.
Sig. Pietro Antonio Pereira.
Personaggi
Icaro, Re di Caria, amante d’ Irene.
Il sig. Carlo Reyna.
Testoride Argonauta, Padre d’ Irene, e di Leucippo.
Il sig. Luigi Torriani.
Irene, amante, e già cativa d’ Icaro.
Il sig. Giuseppe Orti.
Leicippo, che poi si palesa esser Calcante.
Il sig. Giovanni Ripa.
Nicéa, Germana d’ Icaro, ed amante non corrisposta di Leucippo.
Il sig. Giuseppe Toti.
Tutti virtuosi della Real Cappella di S.M.F.
Comparse
Satrapi.
Saccerdote.
Custodi.
Marinari.
La musica è del Sig. Giovanni de Sousa Carvalho, Maestrodelle LL.RR.AA. il serenissimo Principe del Brasile, ed Infanti di Portogallo.
Il Dramma è di Gaetano Martinelli, Poeta all’ attual servizio delle LL.MM. Fedelissime.