- Sumário
- Folheto do drama para música Semiramide (1771)
- Ano
- 1771
- Localização
Biblioteca Geral da Universidade de Coimbra (Misc. 565); Biblioteca Nacional de Portugal (L. 5796 - P)
- Impresso
- Lisboa, régia oficina tipográfica, 1771
Semiramide
Semiramide
Dramma per musica da rappresentarsi nel Real Teatro di Salvaterra nel Carnevale dell’anno 1771
In Lisbona, nella Stamperia Reale
È noto per l'istorie che Semiramide ascalonita, di cui fu creduta madre una ninfa d'un fonte e nutrici le colombe, giunse ad esser consorte di Nino re degli Assiri, che dopo la morte di lui regnò in abito virile facendosi credere il picciolo Nino suo figliuolo, aiutata alla finzione dalla similitudine del volto e dalla strettezza colla quale vivevano non vedute le donne dell'Asia, e che alfine riconosciuta per donna fu confermata nel regno dai sudditi che ne avevano esperimentata la prudenza ed il valore.
L'azione principale del dramma è questo riconoscimento di Semiramide, al quale per dare occasione e per togliere nel tempo istesso l'inverisimilitudine della favolosa origine di lei, si finge che fosse figlia di Vessore re di Egitto, che avesse un fratello chiamato Mirteo educato da bambino nella corte di Zoroastro re de' Battriani, che s'invaghisse di Scitalce principe d'una parte dell'Indie, il quale capitò nella corte di Vessore col finto nome d'Idreno, che non avendolo potuto ottenere in isposo dal padre fuggisse seco, che questi nella notte istessa della fuga la ferisse e gettasse nel Nilo per una violenta gelosia fattagli concepire per tradimento
da Sibari suo finto amico, e non creduto rivale, e che indi, sopravivendo ella a questa sventura, peregrinasse sconosciuta e che poi le avvenisse quanto d'istorico si è accennato di sopra.
Il luogo in cui si rappresenta l'azione è Babilonia, dove concorrono diversi principi pretendenti al matrimonio di Tamiri principessa ereditaria de' Battriani, tributaria di Semiramide creduta Nino.
Il tempo è il giorno destinato da Tamiri alla scelta del suo sposo, quale scelta chiamando in Babilonia il concorso di molti principi stranieri, altri curiosi della pompa, altri desiderosi dell'acquisto, somministra una verisimile occasione di ritrovarsi Semiramide nel luogo istesso e nell'istesso giorno col fratello Mirteo, coll'amante Scitalce e col traditore Sibari, e che da tale incontro nasca la necessità del di lei scoprimento.
Mutazioni di scene
Nell’atto primo
Gran Portico del Palazzo Reale corrispondente alle sponde dell’Eufrate. Trono da un lato, alla sinistra del quale un sedile più bassa per Tamiri. ln faccia al suddetto trono tre altri sedili. Ara nel mezzo con simulacro di Belo Deltà de’ Caldel. Gran ponte praticabile con statue: vista di tende, e soldati su l’altra sponda.
Orti pensili.
Per il primo Ballo
Bosco, che poi si cangia nella.
Reggia di Teti.
Nell’atto secondo
Sala regia illuminata in tempo di notte. Varie credenze intorno con vasi trasparenti. Gran mensa imbandita nel mezzo con quattro sidili intorno, ed una sedia in faccia.
Appartamenti terreni.
Per il secondo Ballo
Bosco, che poi si cangia in
Giardino.
Nell’atto terzo
Campagna su le rive dell’Eufrate. Mura de’ giardini da un lato con cancilli aperti. Navi nel fiume che ardono.
Gabinetti reali.
Anfiteatro con cancelli chiusi dal lati, e trono da una parte.
Attori:
Semiramide, in abito virile sotto nome di Nino re degli Assiri, amante di Scitalce, conosciuto ed amato da lei antecedentemente nella corte d’Egitto come Idreno
Il sig. Giambattista Vasques
Mirteo, principe reale d’Egitto, fratello di Semiramide da lui non conosciuta ed amante di Tamiri
Il sig. Giovanni Ripa
Ircano, principe scita, amante di Tamiri
Il sig. Luigi Torriani
Scitalce, principe reale d’una parte dell’Indie, creduto Idreno da Semiramide, pretensore di Tamiri ed amante di Semiramide
Il sig. Carlo Reyna
Tamiri, principessa reale de’ Battriani amante di Scitalce
Il sig. Giuseppe Orti
Sibari, confidente ed amante occulto di Semiramide
Il sig. Giuseppe Romanini
Coro di grandi del regno e, popolo
Tutti virtuosi della Real Cappella di S. M. F.
Comparse:
Cavalieri
Custodi
Paggi
Guardie reali
Soldati assiri
Soldati indiani
Soldati egizzi
Soldati sciti
Popolo spettatore
Il dramma è del celebre abate Metastasio, poeta cesareo
La musica è del celebre Jommelli, maestro di cappella, pensionario all’attual servizio di S. M. F.
Le scene sono d’ invenzione del signore Giacomo Azzolini architetto teatrale all’attual servizio di S. M. F.
Le machine e decorazioni sono del signore Petronio Mazzoni, machinista all’attual servizio di S. M. F.
Le abiti d’ virtuosi cantanti e ballerini sono del signore de Paolo Solenghi, all’attual servizio di S. M. F.
Li balli sono l’invenzione del sig. Francesco Sauveterre ed eseguiti delli seguenti:
Sig. Andrea Alberti
Sig. Benedetto Lombardi
Sig. Tommaso Zucchelli
Sig. Paolo Orlandi
Sig. Giambattista Flambò
Sig. Teofilo Corazzi
Sig. Carlo Vitalba
Sig. Francesco Zucchelli
Sig. Pietro Colonna
Sig. Nicola Midossi
Suggetto del Primo ballo, Il Ratto di Europa;
Del Secondo ballo, Amor vendicato
Gli Abbatimenti sono d’invenzione del sig. Pietro Antonio Faveri, veneziano, Maestro di spada del Real Collegio de’ Nobili di Lisbona