- Sumário
- Folheto do drama para música Pelope (1768)
- Ano
- 1768
- Localização
Biblioteca Geral da Universidade de Coimbra (Misc. 566, 607); Biblioteca Nacional de Portugal (L. 5618 - P)
- Impresso
- Lisboa, régia oficina tipográfica, 1768
Pelope
Pelope
Dramma per musica da rappresentarsi nel Real Teatro di Salvaterra nel Carnevale dell’anno 1768
Lisbona, nella stamperia di Michele Manescal da Costa, impressore del S. Offizio
Argomento
Avendo Enomao, re di Pisa, in Elide, fatto interrogare l’Oracolo sul destino d’Iopodamia, sua unica figlia, gli fu predetto che lo sposo di questa l’avria privato un giorno della vita e del regno. Pensò egli pertanto a disturbarne continuamente le nozze. Essendo noto a ciascuno aver egli quattro insuperabili velocissimi destrieri, propose a tutti coloro che avessero ardito pretenderla di provarsi prima seco nel corso. Con questa legge che precedendolo gli accordarebbe la figlia restando vinti, li farebbe ireparabilmente trucidar subito. Tratti dalla singolar belleza d’Ippodamia, osaron molti esporsi al cimento e ne rimasero uccisi. Fra gli altri si presentò in fine ancor Pelope, principe reale di frigia, creduto figlio di Giove. Invaghitasi di esso Ippodamia, gli procurò destramente la vittoria per opera d’un confidente del re. Sedotto questi delle promesse d’Ippodamia
dispose in guisa il carro di Enomao, che essendosigli cravata dall’asse poco dopo entrato nella carriera una delle ruote si dovette necessariamente arrestare. Profittò Pelope del vantaggio, nè fu piu possibile al re di ragiungerlo, onde gli bisognò osservare il patto, accordandogli la sua figlia in isposa. Questo è il fondamento favoloso del presente dramma, tirato dalla Mitologia di Natal Conti, da Niceforo, Filostrato, Strabone ed altri. Tutto il resto è d’invenzione dell’autore, che non solo ha dovuto, per comodo della musica, cambiare il nome di Enomao in quel di Toante, ma gli è bisognato insieme, per daree agli attori più vantaggiosi caratteri, alontanarsi in parte dalla tradizione favolosa, fingendo che Nettuno (quale Pausania e con esso altri autorevoli scrittori han preteso che fosse protetore di Pelope) venisse in suo soccorso, e che gli concedesse quattro immortali destrieri che vinsero in velocità quelli di Enomao. Gli altri rischi che si fingono proposti dal re alli
pretendenti della sua figlia son parimente aggiunti dell’autore che colla varietà degli episodi ha procurato servire alla vaghezza dello spettacolo.
La Scena si finge in Pisa, Capitale del Regno di Elide.
Mutazioni di scene
Atto primo
Appartamenti nella Reggia.
Serraglio di Fiere con logge all’intorno per il Re, e seguito; e per il Populo spettatore.
Atto secondo
Portici, che introducono al Giardini Reali.
Giardini Reali sulla sponda del Mare, dal quale si vendrà sortir Nettuno sopra Carro tirato da Cavalli marini.
Atto terzo
Atrio nel Palazzo di Toante.
Gran Piazza iluminata in tempo di notte con Trono a destra, ed Arco trionfale in prospetto.
Le scene sono di nuova invenzione del sig. Giacomo Azzolini, architetto teatrale di S. M. F.
I balli sono invenzione del sig. Francesco Sauveterre, ed eseguiti dalli seguenti:
Andrea Alberti, detto il Tedeschino
Benedetto Lombardi
Antonio Pori
Tommaso Zucchelli
Teofilo Corazzi
Carlo Vitalba
Francesco Zucchelli
Pietro Colonna
Vincenzo Magnani
Machinista, il sig. Petronio Mazzoni
Inventore degli abiti, il sig. Francesco Mainino, di Milano
Personaggi:
Totante, re di Elide, padre d’
Sig. Luigi Torriani
Ippodamia, amanti di
Sig. Giovanni Battista Vasques
Pelope, principe reale di frigia, creduto figlio di Giove
Sig. Giuseppe Jozzi
Fenicio, erede del regno di Fenicia, amante d’
Sig. Lorenzo Maruzzi
Erifile, figlia di Eolo, re d’Eolia
Sig. Giuseppe Orti
Cidippo, grande del regno, confidente di Toante
Sig. Lorenzo Giorgetti
Argiro, amico di Pelope
Sig. Francesco Perilla
Nettuno, dio del mare
Sig. Francesco Cavalli
Tutti virtuosi della Real Capella di S. M. F.
Coro
Di popolo spettatore
Di seguaci di Pelope
La Musica è del celebre sig. Niccolò Jommelli, maestro de capella napolitano.