Sumário
Folheto do drama para música Ifigenia in Tauride (1776)
Ano
1776
Localização

Biblioteca Geral da Universidade de Coimbra (Misc. 563); Biblioteca Nacional de Portugal ( L, 5794 - P)

Impresso
Stamperia Reale

Ifigenia in Tauride

 


 

Ifigenia in Tauride

Dramma per musica da rappresentarsi

Nel Real Teatro di Salvaterra

Nel carnovale Dell’ anno 1776 

Nella Stamperia Reale

 


 

Argomento

 

Fuggendo Ifigenia dal fanatismo supersticioso de greci, che Aulide sagrificar la volevano, si procurò sconosciuta in Tauri di scizia un’ asilo. Consagratasi  quivi a Diana, sebben’ estinta la compiagessero Clitmenestra, ed Agamennone, re d’ Argos, suoi genitori, visse lungo tempo ignota fra le sacre vergini della casta dea, e pervenne in giorno al supremo grado di gran sacerdotessa di quel fuo celebre tempio. S’ immolavano spietatamente  in esso. Per cenno dell’ inumano Toante, usurpador di quel regno, tutti gli sventurati stranieri, che a quella funesta spiaggia approdavano. Pretese il tiranno di costringere Ifigenia ad incomiciar l’ sacrifizio del suo fratello Oreste. Dal corso del presente dramma si potrà vedere con qual disegno l’ infelice  s’ era transportato nella  scizia. Si comprender à inoltre per qual’ accidente, dall’ amico Pilade fosse quivi raggiunto, ed a quali rischi entrambi miseramente si trovassero esposi. S’ apprenderà di più, come poi cessassero d’ agitar il primo quei feroci rimorfi, che l’ alterata fantasia gli turbavano colla rimembranza tormentosa della morte di Clitmnestra, che inoservata, egli avea di sua mano involuntaria

 


 

Mente accisa, Riconosciuto quindi da Ifigenia, ebe per averlo  la sciato ancora bambino in Argo, non seppe rinvenitgli subito in volto le adulte farmte della prima sua fanciuttezza si potrà chiaramente seorgere  in qual maniera gli riuscisse di sottrarsi  uniti ella  crudeltà del tirano, e quandoa esemplarmente in fine volesse il cielo punire l’ empietà del medesimo.

I principali fondamenti, su da noi edificato, ei vennero  somministrati da Pau. Vel, Petere. Eurip. Sofoc. Apollod. Hygin. Ed altri.

Senza alterar le più essenziali  circostanze del fatto, ci fiama perimesso l’ arbitrio d’ allontanarci in parte dalla comune favolasa opinione.

Discostandoci cosi totalmente dall’ inverisimilitudine d’ ogui portentoso servraumano accidente e retti ficando i caratteri di quegl’ attori che neila nostra  tragedia, sono deffirati ad eccitare l’ altrui pietà, e compassione , abbiamo tentato di renderme più interesssante il suggetto, e meno pericoloso il successo.

La Scena si finge nella Città, e vicinanze d’Anticira, Capitale della penisola di Tauri nella Scizia.

 


 

Nell’atto primo

Bosco sacro a Diana. Tempio della Dea sulla destra. Spiaggia di mare in prospetto, con dirupati scogli a sinistra. Vedesi elevata nella sommità della scoscesa rupe una impenetrabil Torre, che difende il lido, e scopre di lontano i legni, che vengono per aprodare al medesimo.

Portici corrispondenti alla Reggia di Toante.

Vasto anfiteatro contiguo alla Reggia, con palco Reale, e trono sulla destra. Serragli di fiere in prospetto: cancelli nel fondo, che chiodono le due estremità. Vista di una elevata cortina in prospetto.

 

Nell’atto secando

Camera contigua a’ Gabinetti Reali.

Galleria: Ara nel mezzo con il simulacro della Concordia.

Sotterranea parte del Tempio di Diana, rappresentante un cavernoso, e profondo speco, illuminato soltanto dalle accese lampade, situate all’intorno per ornamento terribile della tenebrosa Spelonca. Sacro tripode nel mezzo innanzi all’Ara, su cui si vede il fatal Simulacro della Dea Triforme. Scala per cui si ascende al Tempio; e Vestibulo dove si conservano le armi, e le spoglie de’ miseri, che furono già barbaramente sacrificati.

 

Nell’atto terzo

Orti pensili.

Veduta interna del Tempio consacrato a Diana, con Ara nel

mezzo senza la statua della Dea.

 


 

Il dramma è <_st13a_place _w3a_st="on"><_st13a_state _w3a_st="on">del sig. Mattia Verazi, poeta di S. A. S. Elettorale Palatina.

 

La musica è composizione del fu Jommelli, celebre maestro di cappella, già pensionario all’ servizio di S.M.F.

 

La scene sono d’ invenzione del sig. Giacomo Azzolini, Architetto teatrale all’ attual servizio di S.M.F.

 

Le macchine e decorazioni sono del sig. Petronio Mazzoni, macchinista all, attual servizio di S.M.F.

 

Li abiti de’ virtuosi cantanti e ballerini sono d’ invenzione e disegno del sig. Paolo Solenghi, all’ attual servizio di S.M.F.

 


 

Personaggi.

Toante, usurpatore del regino di tauri nella scizia, il sig. Luigi Torriani

 

Ifigenia, figlia d’ agamennone, re di Argo, sacerdotessa di Diana, il sig. Giambattista Vasques

 

Oreste, germano d’ Ifigenia, il sig. Carlo Reyna

 

Pilade, principe greco, amico d’ Orestes, il sig. Giovanni Ripa

 

Tomiri, principessa ereditária del soglio do Tauri, il sig. Giuseppe Orti

 

Merodate, re de’ Sarmati, il sig. Antonio Tomiati

 

Tutti virtuosi della Real Cappella di S.M.F.

 


 

Comparse

Custodi Reali con Toante

Guardia nobile coll’ istesso

Guardia nobile con Tomiri

Paggi con l’istessa

Sacerdoti, e ministri del tempio

Satrapi della Scizia

Guerrieri greci con Pilade

Guardia nobile di Sarmanti con Merodate

Guerrieri sarmanti coll’ istesso

Incendiari coll’ istesso

Paggi coll’ istesso

Schiavi mori coll’ istesso

Popolo

Serventi

Fiere

 


 

Li balli

Sono del sig. Andrea Alberti, detto il Tedeschino, ed efeguìti dalli feguenti, notati secondo la loro anzianità di servizio.

 

Pietro Colonna

Niccola Midossi

Luigi Bellucci

Francesco Curioni

Francesco Pichi

Pietro Pedrelli

Ridolfo Butti

Francesco Zucchelli

Paolo Orlandi

Luigi Bardotti

Antonio Villa

Francesco Fontanella

Luigi Gori

Gherardo Cavazza

 

Tutti all’ servizio di S.M.F.

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