Sumário
Folheto do drama para música Fetonte (1769)
Ano
1769
Localização

Biblioteca Geral da Universidade de Coimbra (Misc. 566, 570. 607); Biblioteca Nacional de Portugal (L. 5615 - P); Biblioteca da Ajuda (154-III-11/20)

Impresso
Lisboa, régia oficina tipográfica, 1769

Fetonte

 

 


 

Fetonte

 

Dramma per musica da rappresentarsi nell Teatro dell’Ajuda nel felicissimo giorno natalizio del fedelissimo monarca D. Giuseppe I, re di Portogallo, Algarve, etc., etc., etc., nel di 6 giugno 1769

 

 

 

Lisbona, nella Stamperia Reale

 

 


 

Soggetto

 

Fetonte giace quì, ch'ebbe ardimento

del carro esser rettor del maggior lume;

e se regger alfin ben no 'l poteo,

pure, osando alte imprese, arse, e cadeo.

 

        Anguillara Metam. d'Ovidio Libro II

 

.


Nell’atto Primo

I

Antro a Teti con Ara accesa nel fondo. A un sotterraneo fremito di repentino, spaventevol tremuoto veggonsi vacillar l’intorno le sassose, oscure, ed ineguali pareti dell’angusta spelonca, quale infine, rovinando, ed aprendosi, si scuopre la deliziosa Reggia di Teti.

 

II

Deliziosa Reggia di Teti. Siede la Dea Alla destra sotra praticabile, eccelso trono, sostenuto da un muscoso, elevato scoglio, adorno d’archi, e colonne di congelata acqua di mare. Veggonsi ad essa intorno con artificiosa irregolarità situate Najadi, Limniadi, Nereidi, Sirene, Tritoni, ed altre marittime Deltà; ove alcune sofra piccioli scogli di verde musco vestiti, agiatamente riposano. I leggieri Delfini per l’acque, che la Reggia inondano, lubricamente si aggirano. Gli annosi Fiume, e le vaghe Ninfe de’ruscelli, e de’nti, sostenendo le loro urne diverse, e sovra delle medesime in varie guise appoggiandosi, versan quivi di cristallini umori, e di limpide acque perenni, e copiosi tributi.

 

 


 

 

III

Gabinetto di specchj.

 

IV

Luogo magnifico destinato alle pubbliche udienze sulla gran piazza di Vamba, Capitale del Regno de’Giacchi, popoli abitatori delle montagne del Sole neli’Etiopia esteriore. A destra eccelso trono di bianchissimo avorio, sormontato da verdi palme, che a guisa d’ombrella nell’ atto le spaziose foglie stendendo, fra di loro si congiungono.

Nella suddetta Scena siegue il Primo Ballo di Mori, ed Egizi, del seguito d’Orcane, ed Epaso.

 

Nell’acto Secondo

V

Galleria, che introduce a diversi appartamenti terreni.

 

VI

Circo Solare, ove i Giacchi all’adorazione del Sole ordinariamente si adunano. Ha questo la forma di un’ anfiteatro verde a più ordini di sedili, adombrati da frondosi allori, che gli fanno spalliera continuata sino al Parnaso, che scogesi rappresentato di prospetto nel fondo. Oltre alla marmorea statua di Apollo

 

 


 

 

veggonsi sulla sagra pendice quelle ancor delle Muse; e nella sommità il Cavallo Pegaseo, che fà con un calcio scaturir I’Ippocrene. Le falde della praticabil montagna sono, come i sedili all’intorno, ingombrate da confusa moltitudine di popolo. A piè della medesima è situato il sagro tripode in una nicchia sotto l’istesso monte, profondamente incavata fra due porte laterali, per cui si ba nel gran Circo l’ ingresso.

 

VII

Sotterraneo tenebroso luogo de’reali sepolchri, per cui dal regio soggiorno alla piú elevara cima delle montagne solari, e per conseguenza alla Reggia del Sol, apresi un’occulto, inosservato passaggio. La Scena è illuminata soltanto dall’incerta luce delle spiranti, languide faci, che a’ mesti Avelli ardono continuamente dinnanzi.

 

VIII per il Secondo Ballo

Reggia del Sole. Siede Febo sofra fiammeggiante, risplendentissimo soglio fra Temide, e la Felicità, che di lui alquanta meno elevate a’ suoi lati si scorgono. Giace il Tempo a piè del Trono sotto la forma di alato vecchio. In altro sito l’Aurora, l’Anno, e i Secoli. Le Ore del giorno, e le Stagioni formano il Secondo Ballo.

 

 


 

Nell’atto Terzo

IX

Atrio della Reggia del Sole.

 

X

Chiuso padiglione militare, con barbari, moreschi ornamenti all’intorno.

 

XI

Vastissima campagna. Biondeggianti, mature spiche a destra, in parte già recise, ed in alte masse insieme adunate. Folta, oscura foresta a sinistra. Prospetto de mare nel fondo, con elevato praticabile scoglio più avanti. Fetonte assiso sul Carro del Sole comparisce da lunge sull’ Orizonte. A proporzione che avanza smarrito nel suo cammino, e che incerto scorre innanzi, e indietro per l’incendiato Cielo; densi globi di fumo, e di spaventose fiamme si spandono per l’aria, ed alla terra comunicandosi, sembre che vada tutto in combustione l’Universo. Mosso Giove allora dalle grida, e da pietosi lamenti dell’ incendiata supplice Terra, nel seno di fiammeggiante nube in Cielo apparisce. Percosso quindi dall’irreparabil suo fulmine il temerario, inesperto Auriga, in un co’ suoi cavalli, e col carro precipitosamente nelle onde rovina. Spesse, caliginose tenebre incominciando allora a spargersi orribilmente d’intorno, cangiano insine interamente il prospetto di tutta la Scena.

 

 


 

Personaggi

 

Fetonte, figlio del Sole, e di Climene

         Il sig. Carlo Reyna

 

Climene, vedova di Merope egizio, re di Vamba capitale del regno de' Giacchi, popoli abitatori delle montagne del Sole nell'Etiopia esteriore

         Il sig. Giovanni Battista Vasques

 

Libia, figlia di Merope egizio, unica erede di tutti i regni paterni / soprano

         Il sig. Giuseppe Orti

 

Orcane, etiope, re di Congo

         Il sig. Luigi Torriani

 

Epafo, re d'Egitto

         Il sig. Lorenzo Maruzzi

 

Teti

Fortuna

         Il sig. Giuseppe Romanini

 

 

Il Sole

Proteo

         Il sig. Giovanni Ripa

 

Tutti virtuosi della Real Capella di S. M. F.

 

 


 

Personaggi de' cori:

Sacerdoti di Teti.

Tritoni.

Etiopi.

 

Comparse:

Sacerdoti.

Le tre Sirene.

Tritoni.

Nereidi.

Naiadi.

Limniadi.

Divinità de' ruscelli, e de' fiumi.

Mori pedestri.

Guerrieri egizi.

Guardia nobile di Climene.

Ufficiali maggiori del regno de' Giacchi.

Paggi.

Popolo abitatore della città di Vamba.

Gran sacerdote, e Ministri sacri d'Apollo.

Temide.

Felicità.

Tempo.

Aurora.

Anno.

Secoli.

Giove.

 

 


 

Il dramma è del sig.  Mattia Verazi.

 

La musica è nuova compozisione del celebre maestro Jommelli.

 

Le scene sono d’invenzione del sig. Giacomo Azzolini, di Bologna, architetto teatrale di S. M. F.

 

Le machine sono del sig. Petronio Mazzoni, all’attual servizio di S. M. F.

 

Gli abiti dell’opera sono d’invenzione del sig. Francesco Mainino, di Milano.

 

Quelli de’ balli sono del sig. Paolino Solenghi, all’attual servizio di S. M. F.

 

 


 

I balli sono d’invenzione del sig. Francesco Sauveterre e vengono eseguiti da’ seguenti:

 

Sig. Andrea Alberti

Sig. Tommaso Zucchelli

Sig. Benedetto Lombardi

Sig. Paolo Cavazza

Sig. Ranieri Pazzini

Sig. Giovanni Neri

Sig. Vittorio Perini

Mr. Flambeau

Sig. Francesco Zucchelli

Sig. Teofilo Corazzi

Sig. Niccola Midossi

Sig. Carlo Vitalba

Sig. Pietro Colonna

Sig. Paolo Orlandi

Sig. Francesco Paccini

Sig. Giovanni Battista Falchini

 

 

 

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