Sumário
Folheto do drama para música Creusa in Delfo (1774)
Ano
1774
Localização
Biblioteca Geral da Universidade de Coimbra (Misc. 566; 569); Biblioteca Nacional de Portugal (L. 5792 - P); Biblioteca da Ajuda (154-III-10/35)
Impresso
Lisboa, Régia oficina tipográfica, 1774

Creusa in Delfo

 

 


 

 

Creusa in Delfo

 

Dramma per musica in due atti, misto di cori e danze, da rappresentarsi nel Real Teatro di Salvaterra, nel Carnavale dell’anno 1774

 

Nella Stamperia Reale

 

 


Argomento

 

Creusa, figlia di Eretteo, re di Atene, fu amata e sedotta da Apollo, per cui diede alla luce un figlio, senza che il real suo genitore giungesse a penetrarlo. Per simersi da ogni funesto accidente, abbandonò il nato bambino nel medesimo antro, che più volte fu testimonio de’ suoi amori e conferenze col nume. Quindi (ispirata da Apollo) ivi si trasferì l’annosa Febade, quale racolse, e seco al tempio portò l’abbandonato infante, che col nome di Liceo, al ombra del nume fu poi dalla medesima educato. Fattosi adulto, seppe sì bene acquistarsi l’amore de’ cittadini di Delfo, che lo crearono depositario de’ tesori del tempio.

Avvenne in seguito che Suto eroe d’Acaia figlio di Elleno essendo andato in soccorso degl’Ateniesi, per premio del suo valore e generosità gli fu concessa in moglie Creusa e la corona di Atene. Dopo molti anni, non potendo ottener successione risolse di andare con la suo sposa a consultar l’Oraccolo in Delfo. Apollo, ceh desiderava che il filgio da Creusa ottenuto dovesse

 


 

Essere un giorno il fonsatore delle Jonie, ripose al re nel seguente tenore:

 

Al sortir del mio tempio il primo, il solo

Giovin su cui si fisserà il tuo ciglio;

Vanne, lo stringi al sen, quel è tuo filgio.

 

Stato uscì immediatamente dal tempio, che incontrato su la soglia della porta il giovanetto Liceo, lo abbracciò subito, lo chiamò suo figlio, lo nominò Jono, e lo dichiarò suo successore alla corona di Atene. Dalle molte unite combinazioni, suppose e giudicò Suto che il suo figlio svelatogli dal nume fosse un frutto de’ suoi antichi amori avuti con Ladice di Delfo; motivo, onde Creusa suppose che l’azione fosse un concertato tradimento per collocare sul trono eretteo il figlio d’una sua abbieta rivale, talchè trasportata della gelosia e dal furore di vendetta risolse di fare avvelenare Jono in quel momento in cui lo stesso rendeva un’azione di grazia al nume. Quindi fattogli presentare l’avvelenato liquore, Jono in vece di beverlo ne fece un libamento all’idolo, quale subito si cangiò di clore, si estinse il fuoco su l’ara e diede

 

 


 

 

Funesti segni onde gli adunari grandi di Delfo restassero sorpresi si spavento e di orrore. Dalla confessione dell’intimorito perverso custode, che avvelenò il nappo si scoprì il tradimento; onde per comando del senato fu arrestata Creusa e dal popolo tutto condannata ad esser sacrificata al nume offeso.

Nel momento che eseguir si diveva il sacrificio, comparve nel tempio la Febade mandata da Apollo con quei segni co’ quali la stessa rinvenne Jono bambino che riconosciuti da Creusa, corse subito ad abbracciarlo e nominarlo suo figlio.

Un simile ebento non l’avria liberata dalla morte se ginta non fosse Minerva, messaggiera di Apollo, che ordinò fosse rispettata la vita di Creusa, que fosse Jono collocato sul soglio eretteo; e che Suto, senza indagare i misteriosi arcani del nume, adorasse i decreti del cielo.

Pau. Eurip. Sofoc. Hygin. Ed altri istorici greci.

Il principio dell’azione à l’arrivo di Suto e Creusa in Delfo.

 

Il dramma è del signore Gaetano Martinelli, poeta all’attual servizio di. S. M. F.

 

 


 

 

Mutazioni di scene

 

Nell’atto primo

Atrio corrispondente alla gran piazza di Delfo festivamente adornata d’archi guarniti di serti di fiori per onorare l’arrivo di Suto Re di Atene. A destra, vetusto magnifico trono: inrorno sedili elevati in doppio giro.

Vestibolo, che introduce alla Reggia.

Aspetto esteriore del rnaestoso, e ricco tempio di Delfo con magnifica scala, e porta praticabile nel mezzo, circondato da un doppio giro di colonne, che formano i portici del medesimo.

 

Per la danza

Campagna amena della Focide adorna di folti lauri per la celebrazione delle feste Dionisie. Piccolo artificiato tempietto nel mezzo, composto di tralci, e pampani.

 

Nell’atto secondo

Appartamenti nella Reggia di Delfo.

Luogo magnifico innanzi, destinato per le adunanze del Senato di Delfo: vista della Reggia in prospetto, che per un’ampla maestosa

 

 


 

 

scala vi si ascende: ivi piecolo tempietto sotto di cui vi si scorge la statua rappresentante il Nume di Delfo, con ara avanti.

Ritiro ombroso vicino al bosco sacro all’Oracolo di Delfo.

Parte interna del rico, e magnifico tempio di Delfo: in mezzo vedesi il Simulacro di Apollo, e ara accesa: nel prospetto ampio vestibolo, che precede il sublime edificio della Reggia; più indie- Drama de Metastasio. tro vista della Loggie: grande, e spaziosa scala nel mezzo, che poi si riparte in due piani per ascendere al suddetto vestibolo, e Logge.

Reggia Celeste.

 

 

Le scene sono d’invenzione del signore Giacomo Azzolini, arqchitetto teatrale all’attual servizio di S. M. F.

 

Le macchine e decorazioni sono del signore Petronio Mazzoni, macchinista all’attual servizio di S. M. F.

 

 


 

Attori:

Suto, re di Atene

           Il sig. Luigi Torriani

 

Creusa, regina di Atene, ereditaria del soglio erettèo

           Il sig. Giambattista Vasques

 

Jono, sotto nome di Liceo, figlio di Apollo e Creusa

           Il sig. Carlo Reyna

 

Laodamia, principessa reale di Epiro, refugiata da bambina in Delfo dopo la ribellione e la morte del re suo padre

           Il sig. Giuseppe Orti

 

Filaco, eroe di Delfo, amante di laodamia

           Il sig. Giovanni Ripa 

 

Minerva in fine

           Il sig. Giuseppe Romanini 

 

Coro di

 

Sacerdoti e seguaci di Suto, dentro del tempio

Musici festeggiando l’arrivo di Suto in Delfo

Giovani e donzelle nobili di Delfo corteggiando il banchetto di Jono

 

Tutti virtuosi della Real Capella di S. M. F.

 

Comparse

 

Sacerdoti

Grandi di Delfo

Cavalieri con Suto

Dame con Creusa

La Febade sacerdotessa

Custodi del tempio

Paggi

Guardia reale

Pastori eroici

Soldati ateniesi

Popolo

 


 

Li balli sono d’invenzione del sig. Francesco Sauveterre ed eseguiti dalli seguenti:

 

Pietro Colonna

Tommaso Zucchelli

Benedetto Lombardi

Paolo Orlandi

Giambattista Flambò 

Niccola Midossi

Teofilo Corazzi

Carlo Vitalba

Francesco Zucchelli

Luigi Bellucci

Luigi Bardotti

Maurino Zucchelli

 

Tutti all’attual servizio di S. M. F.

 

Prima danza

Popolo greco festeggiando l’entrata di Suto e Creusa in Delfo

 

Seconda danza

Pastori e pastorelle, satiri e sileni celebrando le feste dionisie

 

Terza danza

Giovani e donzelle nobili di delfo corteggiando il banchetto di Jono

 

Quarta danza

Le belli arti seguaci di Minerva esprimendo giubilo per la salvezza di Creusa

 

Li abiti de’ viruotsi cantanti e ballerini sono del sig. Paolo Solenghi, all’attual servizio di S. M. F.

 

 


 

 

La musica è del celebre e rinomato sig. David Perez, maestro di capella all’attual servizio di S. M. F. e maestro di S. A. S. la principessa del Brasile e delle R. R. principe infante.

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