Sumário
Folheto do drama La Clemenza Di Tito (1755)
Ano
1755
Localização

Fundação da Bilbioteca Nacional, Rio de Janeiro; Biblioteca Geral da Universidade de Coimbra (Misc.555; 448)

Impresso
Lisboa, na Oficina Silviana, 1755

 La Clemenza Di Tito

Dramma per Musica

Da Rappresentarsi Nell’ Anno 1755.

Sul Grand Teatro Nuovamente Eretto

 Alla Real Corte di Lisbona,

Per festeggiare

Il Felicissimo Giorno Natalizio di Sua Maestà Fedelissima

D. Giuseppe Primo,

Re di Portogallo, Algarve, &c.

Per comando della sacra Real Maestà

Della Regina Fidelíssima Nostra Signora.

 

La Poesìa del Dramma

E’ del celebre Sig.r Ab.ePietro Metastásio, Romano, Poeta Cesáreo, &c.

 

La Licenza

E’ del Sig.r Giuseppe Bonechy, Fiorentino, Poeta di Sua Maestà Fedelíssima, et in atual servizio delle Corti di Vienna, e di Pietroburgo.

 

La Musica

E’ del Sig.Antonio Mazzoni, Bolognese.

 

Lisbona, nella Regia Stamperia Sylviana, e’ dell’ Accademia Reale.

1755

 


 

ARGOMENTO 

Per consenso di quasi tutti gli storici, non ha riconosciuto l’antichità né migliore, né più amato principe di Tito Vespasiano. Il concorso delle più rare doti dell’animo e de’ più amabili pregi del corpo che si ammiravano in lui, ma sopra tutto la naturale inclinazione alla clemenza, suo particolar carattere, lo resero universalmente sì caro, che fu chiamato «la delizia del genere umano». Non bastò tutto questo ad assicurarlo dalle insidie dell’infedeltà. Ritrovossi chi poté pensar a tradirlo e ritrovossi fra suoi più cari. Due giovani patrizi, uno de’ quali egli teneramente amava e ricolmava ogni giorno di nuovi benefici, cospirarono contro di lui. Si scoperse la trama, ne furono convinti i colpevoli e per decreto del Senato condannati a morire. Ma il clementissimo principe, contento d’averli paternamente ripresi, concesse non meno ad essi che a’ lor seguaci, un pieno e generoso perdono (Suetonius Tranquillus, Aurelius Victor, Dione, Zonara, eccetera).

Il luogo dell’azione è quella parte del colle Palatino che confina col Foro romano.

 


 

PERSONAGGI

TITO VESPASIANO imperador di Roma,

Il Sig.rAntonio Raaf.

 

VITELLIA, Figlia dell’ Imperador Vitellio,

Il Sig.rDomenico Luciani.

 

SERVILIA, sorella di Sesto, amante d’ Annio,

Il Sig.rGiuseppe Gallieni.

 

Sesto, amico di Tito amante di Vilellia,

Il Sig.r Giovacchino Conti detto Gizziello, Virtuoso di camera in attual servizio di S. M. F.

 

Publio, presetto del Pretorio,

Il Sig.rGiovanni Marchetti, Virtuoso della Cappella Reale.

 

CORO di senatori, e Popolo romano.

 

Proteo nella licenza,

Il Sig.rGio. Simone Ciucci, Virtuoso della Cappella Reale.

 


 

MUTAZIONI DI SCENE

Nell’Atto Primo.

Logge a vista del Tevere negl’ appartamenti di Vitellia.

Atrio del tempio di Giove-Statore, luogo già celebre per le adunanze del Senato. Indietro parte del Foro romano, magnificamente adornato d’archi, obelischi e trofei, da’ lati veduta in lontano del monte Palatino e d’un gran tratto della via Sacra, in faccia aspetto esteriore del Campidoglio e magnifica stcada per cui si ascende.

Ritiro delizioso nel soggiorno imperiale sul colle Palatino.

 

Nell’Atto Secondo.

Galleria terrena adornata di statue corrispondente a’ giardini.

 

Nell’Atto Terzo.

Camera chiusa con porte, sedia e tavolino con sopra da scrivere.

Luogo magnifico che introduce a vastissimo anfiteatro, di cui per diversi archi scupresi la parte interna. I sedili dell’ anfiteatro sudetto saranno ripieni di numeroso popolo spettatore, e si vedanno già nell’ arena i complici della congiura condannati alle fiere.

Nel terminar del drama si cangerà in un tratto il teatro in quella vastissima e prodigiosa grotta situata nelle viscere della terra, onde traggono origine tutti i più celebri Fiumi del mondo, come accenna il Tasso nel Lib. XIV. della sua Gerusalemme.

 


 

I sasi che la compogono suranno coperti di musco, e d’ Edera, e bagnati da gran copia d’ acque che stillando dall’ alto, e zampillando fralle rotture e le neguaglianze dei medesimi, scendono ad irrigare il sottoposto terreno.

Vedransi in proporzionate distanze i Fiumi i più conosciuti, come il Tigri, Nilo, Gange, Eufrate, Tanai, e Danubio coronati d’ alga, e di Canna, e frà questi nesta parte più vicina all’ orchestra il Tago, et il Tebro in attitudine di grande allegrezza.

 

Architetto del Teatro, inventore, e pittor delle scene

Il Sig.r Gio Carlo Sicino Galli Bibbiena di Bologna

 


 

Comparse di

Senatori e Patrizj romani.

 

Soldati Pretoriani.

 

Littori.

 

Legati delle Provincie soggette all’ Imperio.

 

Seguaci di questi Legati, che portano i tributi da presentarsi a Tito.

 

Congiurati condannati alle fiere nell’ anfiteatro.

 

Popolo.

 

Seguindo a Deità marine con Proteo.

 


 

I Balli.

 

Sono d’ Invenzione del Sig.r Andrea Alberti, detto il Tedeschino, in atual servizio di sua Maestà Fedelissima, ed eseguiti dalli seguenti.

 

Sig.r Andrea Alberti di Trento.

Sig.r Andrea Marchi detto Morino di Firenze

Sig.r Pietro Alouard di Turino.

Sig.r Vincenzo Magnanti di Firenze.

Sig.r Pietro Michel Francese.

Sig.r Gio Batista Grazioli detto Schizza di Roma.

Sig.r Lodovico Ronzio Turino.

Sig.r Giuseppe Belluzzi di Bologna.

Sig.r Giuseppe Salamoni di Venezia.

Sig.r Giovanni Neri di Bologna.

Sig.r Fillippo Vicedomini di Napoli.

Sig.r Domenico Belluzzi di Bologna.

Sig.r Domenico Alessi di Verona

Sig.r Carlo Vitalba di Venezia

 

Macchinista

Il Sig.r Petronio Mazzoni di Bologna.

 

Inventor degl’ Abiti

Il Sig.rAntonio Bassi.

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