- Sumário
- Folheto do drama jocoso para música Il Ciarlone (1766)
- Ano
- 1766
- Localização
Biblioteca Geral da Universidade de Coimbra (Misc.571, 580)
- Impresso
- Stamparia di Pietro Ferreira, 1766
Il Ciarlone
Dramma Giocoso per musica, di Antonio Palomba napoletano.
Da recitarsi nel Teatro da Rua dos Condes, nell anno del 1766.
Lisbonna, nella stamparia di Pietro Ferreira.
Impressore de la F.R.N.S.
Con licenza de superiori
La musica
E’ del signor ma[e]stro di Capelle Giuseppe Avossa di Napoli.
La scena è in Roma, e propriamente in un atrio della casa di D. Favonio. Diversi appartamenti in piano corrispondenti all’ atrio sudetto. Deliziosa in prospetto, e da un lato veduta di Roma in lontano.
Attori
Parti Serie
Isabella Sorella di D. Favonio amante di Luigi.
Luigi Senese parente di D. Favonio.
Parti Buffe.
Celestina, donzella favia, e spiritosa, pupilla di D. Favonio destinato suo sposo.
Giulia, sorella di Luigi.
Dottor, farfallone uomo di Curia, e Ciarlone confidente di casa di D. Favonio, ed Amante occulto della Pupilla.
D. Favonio Favone, uomo da poco, e timido, tutore di Celestina, e destinato suo sposo.
Checco Rifaldo, raggitatore, e maestro di casa di D. Favonio.
Argomento:
Alfonso Aretusi romano essendo ammogliato in Ispagna con una ricchissima Signora Valenziana: costei dapo averlo reso Padre d’ una figlia, se ne mori, lasciando la fanciullina erede de’ suoiconsider abili effetti. Poco dupo mori anche la figlia in etá infantile, e tutti i suoi benimater ni per il valore di 50 mila scudi pervenne o al Genitore, che ritornato in Roma passo a seconde nozze con una gentildonna, colla quale procreò Celestina. A vendo questa seconda moglie ceduta al suo fato, ed indi a poco lui istesso, lasciò detta sua figlia erede universale dè suoi beni, perche era d’ anni tredici, lasciò Tutore di questa D. Favonio Favone di lui amico, uomo per altro di nobile estrazione, ma di spirito debole, e dappoco: Ordinò nel di lui testamento, che detta sua figlia avesse dovuto maritarsi col Tutore, e maritandosi con altri, gratificava D. Favonio d’ un legato di 10 mila scudi, e lo liberava dall’ abbligo di dar conto di sua tutela: Soggiunse per altro, che se per colpa del tutore non si fosse effettuato.
Il matrimonio, in tal caso lo privava del legato, e lo astringeva al conto di sua amministrazione. Morto il Testatore, Celestina, che in acerbaetà dava saggi di maturo senno, benchè conoscesse in D. Favonio un fondo di sciocchezze, anzi che no, tuttavia considerandolo come suo destinato sposo, gli rassegno da principio tutte le sue tenerezze con una efatta obbedienza. La dabbenagine però di D. Favonio era troppo accessiava per non recare un gravissimo sbilancio a i leni della Pupilla. Egli possedea poco del suo, ed una tale amministrazione eragli stata tasciata deli’ amico Testatore colle favorevoli condizioni giddette, a solo aggetto di beneficarlo. Matenendo in casa Isabella sua germana, e Luigi con Giulia di lui forella, suoi parenti larghi venuti sa Siena lor Patria, con una sciocca condiscendenza alle loro interessate domande, si fa da essi cavar di mano molte migliara di seudi, e gioie di molto valore, che appartenevano alla Pupilla. Oltrechè un tal Rifaldo Napolitano suo Ma[e]stro di casa, tenendo la spesa in mano, manometteva a suo talento il tutto. Si avvide l’ accorta Pupilla d’ un tal pregiudizio à suoi interessi. Soffrì per qual-
Che tempo senza lagnarsene, ma vedendo che con ciò in brieve si sarebbe dato l’ intiero spiano alla sua eredità, cambiò condotta, e vestendo in un tratto tutta l’ autorità di padrona, pensó per le vie dell’ alterigia, e dell’ asprezza riformar la sua casa, corregerne i disordini, e mortificare le debolezze del Tutore. Il nuovo metodo della Pupilla ebbe tutto l’ effetto. D. Favonio, e gli altri atterriti ne temerono le conseguenze. Ma per tutto ciò non lasciarono d’ insidiarla co’ loro raggiari.
L’ istesso Dottore Farfallone Romano, che prima l’ aveva consighata, e sostenuta, a sine di acquistare la di lei stima, ed amore, vedendosi poi disprezzato, si getta dal partito de’ di lei nemici. Tutti queste contrarietà nondimeno come ingiuste, e fraudolenti si risolvano a favore di Celestina, la quale finalmente, dopo varj avvenimenti grotteschi, rappattumandosi con D. Favonio, con non più intesa generosità fagrazioso dono di quanto deve conseguire da’ suoi domestici, perdona a tutti le ricevute offese, marita Isabella con Luigi, Giulia col Dottore, e lei stessa, in esecuzione della volontà paterna, si sposa col tutore.