Sumário
Folheto de La vera felicitá (1761)
Ano
1761
Localização
Arquivo Nacional da Torre do Tombo (Real Mesa Censória, caixa 234, nº 510); Biblioteca da Ajuda (154-IV-1/23); Biblioteca Geral da Universidade de Coimbra (Miscs. 509 e 547)
Impresso
[Lisbona], nella stamparia de Francesco Luigi Ameno, 1761

La vera felicitá , dell' abbate

Mariano Borgonzoni Martelli , socio e censore dell' Arcadia Lusitana, etc., sotto nome di Mirtillo Felsineo.

 


La vera felicitá , componimento drammatico, da cantarsi nella real villa di Queluz, per il felice Natale, del serenissimo real principe della Beira.

 

 

Nella stamparia di Francesco Luigi Ameno, 1761.

 


A sua altezza reale, il serenissimo signor infante D. Pietro

 

Serenissima reale altezza,

 

Se questo tenue parto de miei scarsi talenti avesse potuto incontrar la sorte di andar del pari con l' onore del comando, certo

 

 


che io con maggior coraggio mi sarei presentato a vostra altezza reale, sicuro di un benigno compatimento non meno, che di un esito onorevole, e felice, non tanto per ragion di merito, quanto per la somma clemenza di V. R. A.

Il solo riflesso, o serenissimo signore, che quest' opera mia vi deve passare sotto l' occhio, sarebbe capace di mettere in apprensione gli uomini più poi un meno che mediocre verseggiatore, il quale, altro di buono non può vantare se non che una somma affezione alle scienze, e belle lettere, per la sola brama di potere meritare l' accesso fra coloro che sono conosciuti per amanti, e seguaci della vera sapienza. Più che ragionevole si è codesto timore, poiche ben mi avviso quanto sia grand impegno il presentarsi ad un principe vostro pari, dotto da dovero in qualunque genere di

 


letteratura, ma nel tempo stesso, affidato alla vostra benignitá, mi giova sperare che non isdegnarete di riflettere come la mia poco buona salute, sin da principio, non mi lasciò travagliare se non che interrottamente, e poi dopo, per la mia pericolosa, e non breve infermità, a gran pena mi è rimasto tempo per rivedere questi fogli fortunati, perche portano in fronte il glorioso nome dell' apportatore della bramata felicitá.

Nel titolo di questo libro, ognuno non può a meno di riconoscere un premio bene impartito a quelle rare doti, che unite alla grandezza del personaggio di V. R. A., formano un principe così perfetto, che à meritato dal cielo di essere prescelto in isposo di quell' eccelsa principessa, immitatrice esatissima delle gloriose gesta dell' augusta reale genitrice, che sempre si fece distinguere per l' esemplare di quelle luminose virtudi che le fanno corona; per

 


lo splendore delle regnanti e per il decoro della lusitana monarchia. Voi siete quello che meritaste (mediante il bramato imeneo) di vedere nel vostro serenissimo figlio, il real principe della Beira, già stabilita a questi regni La vera felicitá, ed in vero (siccome il tempo involatore non lascia di valersi delle sue ragioni sopra le cose create) qual dispiacere non avrebbe cagionato il solo ponderare che doppo avere il Portogallo goduta la sorte di essere dominato da un monarca così provvido, ed amoroso verso i suoi vassalli, come si è l' invitissimo ré D. Giuseppe I, nostro signore, impegnato sempre più a promovere il comun bene con proffitto universale, ed ammirazione di tutto il mondo, qual rammarico, ripeto, cagionato non avrebbe la mancanza di un successore, il quale, con lo avvanzar degli anni, non solo lo uguagliasse nel nome, ma altresì nella grandezza dell'

 

 


animo e nell' eccellenza di quelle sublimi virtudi che lo rendono distinto fra il luminoso stuolo di coloro che adornano il crine col reale diadema.

Dunque, principe serenissimo, fra gli applausi comuni, permettete che il più picciolo fra gli uomini, in quanto alla scarsezza del merito (ma non però il minore riguardo all' ossequiosa affezione del cuore, che riverentemente vi consacra unito all' opera sua) non resti privo del sommo onore del vostro reale patrocinio non disgiunto da quello de supremi comandi, onde potere maggiormente manifestarsi pronto esecutore de gli alti cenni di vostra serenissima reale altezza, a cui umilmente prostrato, si dà l' onore di bacciare la real mano.

 

Umiliato a piedi di vostra reale altezza,

Mariano Borgonzoni Martelli

 

 


Argomento

 

Non si può dubitare che qualunque persona che dia di mano a questo drammatico componimento (riflettendo allo assunto luminoso che ne dà soggetto) non resti persuasa che l' autore non si è mal' avvisato nell' intitolarlo La vera felicitá.

Dall' assicurata successione alla corona della monarchia lusitana, nella nascita del serenissimo reale principe della Beira, si è rilevato il predetto titolo, il quale per sè solo serve di argomento al presente dramma.

L' intreccio viene formato da una plausibile contesa, proveniente da una emulazione virtuosa tra Pallade, Marte ed Amore, su la pretensione di avere ciascheduno di

 


loro, in particolare, apportato al Tago La vera felicitá.

Giove, come ré de Numi, con artifiziosa dilazione decide della gran' lite, di sorte che tutti uniti poi concorro a volere con la loro assistenza formare un gran' principe, e Giove medesimo, su l' esempio del grand' avo, un perfettissimo monarca.

 

Tutto si finge nella reggia di Giove.

 

 


Interlocutori:

Giove

Marte

Amore

Pallade

Coro di geni

 

La musica è di David Perez, maestro delle LL. RR. AA., la serenissima signora principessa del Brasile ed infanti di Portogallo.
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