Sumário
Carta de X para Jommelli (21 de Setembro de 1771)
Ano
1771
Biblioteca/Arquivo
Arquivo Nacional da Torre do Tombo
Cota
AHMF - Casa Real, Livro 2996, ff. 36-36v

Para Jommelli 


La notizia della sua pericolosa infermità instantaneamente sopraggiuntagli mi fu partecipata da Sua Maestà Fidelissima per avviso ricevuto da codesto Ministro. Quanto mi abbia afflitto e rincresciuto io non posso bastantemente spiegarlo. In oggi poi con la sua stimatissima de 27 agosto mi trovo consolato, sentendo dalla medesima che per la Dio grazia lei va rimettendosi, e che sia lungi quel timor che dubitar mi faceva della sua vita. Quanto so, e posso, lo prego a doverne aver cura, e di non pensare per ora a nessun musicale componimento per servizio del nostro comun sovrano, il di cui clementissimo core abbastanza mi paleso allorché con suo sommo rincrescimento mi diede l’accenanta notizia. Lei viva quieto, e tranquillo, e sia


persuaso che sta sotto gli auspici d’un adorabile sovrano, che ha sempre fatto stima dal suo talento, e che compiange la sua disgrazia. Io altresì non di conservargli in ogni circonstanza la mia vera e perfetta amicizia.
In questo stesso ordinario per mio ordine gli scriverà il nostro Martinelli, le di cui commissioni, ed informazioni, bramerei che quanto più presto gli rendesse possibile di fare eseguire e darmene aviso. Ed abbracciandolo cordialmente mi dico eccetera

Belém 21  de settembre de 1771.    

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                                    Para Jommelli

                        La notizia della sua pericolosa infermitá instantanea-

                        mente sopragiuntagli mi fu partecipata da S.M.F. per

                        avviso ricevuto da codesto Ministro: quanto mi abbia afflito,
                        e rincresciuto io non posso bastantemente spiegarlo: in

                        oggi poi con la sua stimatissima de 27 Agosto mi trovo

                        consolato, sentendo dalla medesima, che per la Dio grazia

                        lei va rimettendosi, e che sia lungi quel timor che du-

bitar mi faceva della sua vita. Quanto só, e posso lo pre-

go a doverse aver cura, e di non pensare per ora a ne

sun musicale componimento per servizio del nostro com

muno sovrano il di cui clementissimo core abbastanza

mi paleso allor che con suo sommo rincrescimento mi diede

l’accenata notizia: lei viva quieto, e tranquillo, e sia


1771                persuaso che sta sotto gli auspici d’un adorabile

sovrano, che à sempre fatto stima dal suo talento, e che

compiange la sua disgrazia. Io altresi non di conservargli

in ogni circonstanza la mia vera, e perfetta amicizia.

In questo stesso ordinario per mio ordine gli

scrivera il nostro Martinelli, le di cui commissioni,

ed informazioni, bramerei che quanto più presto gli

si rendese possibile di fare eseguire, e darmene aviso.

Ed abraciandolo cordialmente mi dico & Bellem 21

de settembre de 1771.