- Sumário
- Carta de X para Jommelli (18 de Março de 1771)
- Ano
- 1771
- Biblioteca/Arquivo
- Arquivo Nacional da Torre do Tombo
- Cota
- AHMF - Casa Real, Livro 2996, ff. 33v-34v
- Comentário
- Mantiveram-se alguns lusitanismos próprios de um português a escrever em italiano
Dito, 18
Para Jommelli
Con la di lei lettera del 20 febbraio del corrente anno ho ricevuto l’atto primo e l’atto 2.º de’ recitativi delle Avventure di Cleomede del nostro Martinelli, a tempo che non avendo ricevuta nissuna lettera fuora di quella del 27 dicembre 1770 scritta in Roma, colla
Vidi quello che lei dice sopra il negozio d'A.... il quale è stato promosso da me per causa della gran voglia che lui aveva comunicato a Martinelli. E come il nostro augusto sovrano dopo il terremoto di Lisbona non volse più far venir musici per il suo Teatro, fuor di quelli che potevano esser impiegati nella sua Cattredale o real Cappella, per ciò li ho spiegato tutto quello che le ho scrito, e che vien confermato dal nostro Martinelli, dal quale saprà lei il resto del mio sentimento, e deliberazione presa da me sopra la conclusione del suddetto trattato, il quale consiste tutto in quello che si dichiara nella lettera dell’istesso Martinelli. Quando dunque il detto A... acconsente alle condizioni espresse nella suddetta lettera del Martinelli intendo debba servirle questa mia in forma d’iscrittura, che di poi si formerà legalmente con le condizioni espresse nella suddetta lettera del Martinelli, che vien confermata da me.
La mia trascorsa lettera del 5 marzo 1771 è scritta da me fra il gran dubbio ed afflizione della mancanza delle arie del 2.º e 3.º atto dell’ Ezio. Sua Maestà Fidelissima il Re nostro Augusto Padrone afflitto di non poter averla per festeggiare gli anni felicissimi della Maestà Fidelissima della Regina mi prese nell’entusiasmo furioso di romper con qualche eccesso ne’ miei argomenti. Ma adesso che veggo che lei ha passato a fare il Cleomede, è segno che l’arie ultime dell’ Ezio sono mandate, ma qualche disgrazia è accaduta fino adesso che non si veggono, e perciò la prego d’iscusarmi se ho preso qualche eccesso nato di non saper la causa di questa mancanza. Resto sempre al suo stimatissimo comando, e me dico di lei.
Amico ed affetuoso servitore.
Belem li 18 marzo 1771
Março
Cópia de um pequeno papel incluso na Carta de Martinelli a Jommelli de 18 de Março de 1771
Sento che onor m’invita
Fra bellici sudori
Di marziali allori
Le chiome ad intrecciar.
Della fatal contesa
Se il ciel la via m’addita:
Il ciel dell’ardua impresa
Mi guidi a trionfar
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Carissimo Signor Maestro, siccome è troppo necessaria dett’ aria per il cambiamento di scena, così si lei temesse che il 1.º atto riuscisse troppo longo, potria comporre solamente la prima parte.
D.º 18 Para Jommelli
Con la di lei lettera del 20 Febraro del corrente
anno ho ricevutto l’atto pr.º e l’atto 2.º de recitativi
delle Avventure di Cleomede del nostro Martinelli, a
tempo che non avvendo ricevutta nissuna lettera fuo=
ra di quella del 27 Decembre 1770 scrita in Roma, colla
quale mi sono consegnati il 2.º e 3.º atto dé recita=
tivi dell’Ezio, senza l’arie dé sudetti due atti, che lei
diceva mandava subito nella posta susequente; non
essendo arrivate ne men fino alla data della presente
mia lettera; siamo stati obligati a far la repetizione
della Semiramide di Salvaterra nel giorno natalizio di
S. M. F. la Regina e riserbare l’Ezio per il giorno 6
Giugno del complianni del Ré nostro Augostissimo Pa=
drone: Peró ne in questo giorno si potra fare la sud.ta
opera, se lei non manda subito una copia delle arie
del 2º e 3.º atto, visto non essere arrivate fin qui, e questo
ó sia l’originale delle medesime, e vero le copie, che
lei fará spedire senza perdita alcuna di tempo.
Vidi quello che lei dice sopra il neg.º d’A..... il
quale é statto promosso da mé per causa della gran
voglia che lui aveva comunicato a Martinelli. E
come il nostro augusto sovrano dopo il terremoto di Lis=
bona non volse piú far venir musici per il suo Teatro,
fuor di quelli che potevano esser impiegati nella sua Ca=
tredale ó real Capella, per ció li hó spiegato tutto quello
che le hó scrito, e che vien confermato dal nostro Marti=
nelli: Dal quale sapra lei il resto del mio sentimenti,
e deliberazione presa da mé sopra la concluzione del
sud.to tratato, il quale consiste tutto in quello che si di=
chiara nella lettera dell’istesso Martinelli. Quando
dunque il d.to A......alconsente alle condizioni espresse
nella sud.ta lettera del Martinelli intendo debba servirle
questa mia in forma d’iscrittura, che dipoi se formerá
legalmente con le condizioni spresse nella sud.ta lettera
del Martinelli, che vien confermata da mé.
La mia trascorsa lettera del 5 Marzo 1771
é scrita da mé fra il gran dubio, ed aflizione della man=
canza delle arie del 2.º e 3.º atto dell Ezio. S. M. F. il Ré
nostro Augusto Padrone afflitto di non poter averla per fes=
teggiare gli anni felicissimi della M. F. della Regina mi
prese nel entosiasmo furioso di romper con qualche eccesso
ne' miei argomenti. Ma adesso che vego che lei ha
passato a fare il Cleomede, é segno che l’arie ultime
dell’Ezio sono mandate, ma qualche disgrazia è acaduta
fino adesso che non si vegono, e per ció la prego d’is=
cusarmi se ho preso qualche eccesso nato di non saper
la causa di questa mancanza. Resto sempre al suo
stimatissimo commando, e me dico di lei.
Belem li 18 Marzo 1771. amico ed affetuoso servitore.
1771 Copia de hum pequeno papel incluzo na Carta
Março de Martinelli a Jommelli de 18 de M.co de 1771
Sento che onor m’invita
Fra bellici sudori
Di marziali allori
Le chiome ad intrecciar.
Della fatal contesa
Se il ciel la via m’addita:
Il ciel dell’ardua impresa
Mi guidi a trionfar
Carissimo Sig.r Maestro; siccome é troppo necessaria dett’
aria per il cambiamento di scena, cosi si lei temesse
che il 1.º atto riuscisse troppo longo, potria comporre
solamente la prima parte.