Sumário
Carta de X para Jommelli (11 de Dezembro de 1770)
Ano
1770
Biblioteca/Arquivo
Arquivo Nacional da Torre do Tombo
Cota
AHMF - Casa Real, Livro 2996, ff. 29v-30

Dezembro, 11


Para Jommelli

 

Gli trasmetto il terz’atto della nuova opera scritta dal nostro Martinelli, quale, credo, che non meno degl’altri due atti già mandatigli, gli piacerà. Secondo l’avviso che io gli diedi nella mia ultima lettera, averei dovuto mandarglelo già da 15 giorni indietro, ma siccome Sua Maestà Fidelissima ritrovavasi alle Caccie di Pancas, così non potendolo leggere (come poi in oggi ha fatto ed ha approvato) mi è convenuto a ritardare fino a questo giorno. A lei dunque con tutto fervore raccomando quest’opera, non per porvi maggior studio nel comporla, sapendo benissimo che dalla sua penna non può sortire che buona musica, ma per riceverla con quella puntualità che io già gli raccommandai, e che gli raccommando di nuovo. Questa sua attenzione tanto mi sarà grata, quanto


che col nostro adorabilissimo Sovrano sono in parola, che dentro il futuro mese di marzo sarà tutta nelle mie mani. Lei dunque ben conosce il mio impegno, onde voglio lusingarmi che mi farà cantar vittoria verso del mio Re, e mi obbligherà a sempre più amarlo, ed a procurargli vantaggi.

Non vedo giungere niente dell’opera dell’ Ezio benché siamo alli 11 di dicembre, ma non dispero però che o tutta o buona parte sia a quest’ora in viaggio.
L’ Armida, che più volte mi ha richiesta Sua Maestà, non giunge ancora, né ho avuto avviso dal Piaggio di Genova che sia colà giunta. Mi sovviene che con una sua lettera scritta al Martinelli, gli dava avviso che era già copiata, e che quando Sua Eccellenza il Ministro de Sua Maesta Fidelissima avesse avuta occasione opportuna, l’averebbe fatta partire per Genova. Su questo avviso, io desidero presentemente che lei mi accenni il tempo preciso, in cui la suddetta opera fu terminata di copiare e consegnata al suddetto Ministro.
D’ora in avanti (come con altra io già gli scrissi) tutto ciò che dovrà far copiare in carta grossa, indipendentemente dal Ministro, mandarà al Piaggio console di Sua Maestà Fidelissima in Genova. Fin’ad ora si sono fatte 4 prove della Semiramide. La musica è sì bella, che son sicuro che competerà con quelle dell’Enea nel Lazio, e Vologeso, che più dell’altre piacquero alle Loro Maestà, né se ne possono scordare. Bellissime si sono ritrovate le arie nuove, e seco lei di tutto mi congratulo. E mi dico di lei stimatissimo Signore Devotissimo et obbligatissimo servitore

Belém 11 di dicembre 1770.

 

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                        Para Jommelli

Dez.ro 11          Gli trasmetto il Terz’atto della nuova opera scritta dal nostro

                        Martinelli, quale, credo, che non meno degl’altri due atti già man=

                        datigli, gli piacerà: secondo l’avviso che io gli diedi nella mia

                        ultima lettera, averei dovuto mandarglelo giá da 15 giorni

                        indietro; ma siccome S. M. F. ritrovavasi alle Caccie di

                        Pancas, così non potendolo legere / come poi in oggi à fatto

                        ed à approvato / mi é convenuto a ritardare fino a questo gi=

                        orno. A lei dunque con tutto fervore raccomando quest’

                        Opera, non per porvi maggior studio nel comporla, sapen=

                        do benissimo, che dalla sua penna non può sortire che

                        buona musica, ma per riceverla con quella puntualità,

                        che io già gli raccommandai, e che gli raccommando di

                        nuovo: Questa sua attenzione tanto mi sarà grata, quanto


                        che col nostro adorabilissimo sovrano sono in parola, che

                        dentro il futuro mese di Marzo, sarà tutta nelle mie mani:

                        lei dunque ben conosce il mio impegno, onde voglio lusin=

                        garmi che mi farà cantar vittoria verso del mio Ré; e mi

                        obligherà a sempre più amarlo, ed a procurargli vantaggi.

                                    Non vedo giungere niente dell’Opera dell’Ezio

                        benche siamo alli 11 di Decembre, ma non dispero, però che

                        o tutta; o buona parte sia a quest’ora in viaggio.

                                    L’Armida, che più volte mi à richiesta S. M.,

                        non giunge ancora; nè ó avuto avviso dal Piaggio di Genova,

                        che sia colà giunta: Mi sovviene che con una sua lettera

                        scritta al Martinelli, gli dava avviso, che era giá copiata,

                        e che quando S. E. il Ministro de S. M. F. avesse avuta occa=

                        sione opportuna, l’averebbe fatta partire per Genova: sú

                        questo avviso, io desidero presentemente, che lei mi accenni

                        il tempo preciso, in cui la sud.ª opera fu terminata di co=

                        piare, e consegnata al sud.º Ministro.

                                    D’ora in avanti / come con altra io già gli

                        scrissi / tutto ciò che dovrà far copiare in carta grossa,

                        indipendentemente dal Ministro, mandarà al Piaggio

                        console di S. M. F. in Genova.

                                    Fin’ad’ora si sono fatte 4 prove della Semira=

                        mide: la Musica è sì bella, che son sicuro che competerá

                        con quelle dell’Enea nel Lazio, e Vologeso, che più dell’altré

                        piaccquero alle LL. MM., nè se ne possono scordare: Bel=

                        lissime si sono ritrovate le arie nuove, e seco lei di tutto,

                        mi congratulo; e mi dico

                        Di lei stimatissimo Sig.re                      Dev.mo et oblig.mo servitore

                        Bellem 11 di Decembre 1770.