Sumário
Carta de F. para Jommelli (28 de Março de 1769)
Ano
1769
Biblioteca/Arquivo
Arquivo Nacional da Torre do Tombo
Cota
AHMF - Casa Real, Livro 2996, f. 17v-18

Dito, 28

 

Para Jommelli

 

Riveritissimo Signore e Padrone Colendissimo 

Per mezzo del nostro Ministro di Napoli, il Signor Giuseppe di Sáa li sarà consegnata questa mia prima doppo il suo felice arrivo. Spero che a quest’ora si trovi restituito al suo natio soggiorno, nel quale avrà già provato il piacer della gustosa compagnia del suo caro Signor fratello, tanto da lei desiderata. Avrò sommo piacer, che Vostra Signoria seguiti a goderla per molti anni, accompagnata da una perfetta salute.

Gaetano Martinelli prese la risoluzione di fare il suo viaggio per terra. Credo che questo pensiero sia stato prodotto da qualche terror panico, causato della gran perdita de’ vascelli, accaduta nei mari del nord. Il caso sta ch’egli arrivi a tempo di metter in scena la di lei opera del Fetonte, la quale sta determinata per il 6 giugno, giorno natalizio del mio Augustissimo Padrone.

Secondando gli impulsi della mia vera amicizia, faccio presente a lei un mio progetto, quale può esserle d’onore e vantaggio all’istesso tempo.

Ho riflesso che lei si trova al presente avviso nel patrio domicilio, m’è parso d’entrare nella diligenza di procurarle dal mio Padrone Fidelissimo una pensione annua vitalizia di trecento Zecchini, stabilendo il suo pagamento nelle mani del supraddetto nostro Ministro alla Corte di Napoli, senza verun’altra obbligazione dalla di lei parte, che di farli un’opera seria, ed altra grotesca in ciaschedun anno, o per il giorno natalizio del mio sovrano li 6 giugno ovvero per quello della nostra sovrana Fidelissima li 31 Marzo. Secondo


quel che si desiderarà sarà lei da me avvisato. Oltre di questo qualche Messa senza stromenti per la Cappella Reale, alcun Salmo, Sequenza, o Motetto, secondo sarà da me avertito, ben inteso che dalla moderazione di questi ordini riconoscerà Vostra Signoria che ancora li resta molto di gradire alla augusta generositá del mio Fidelissimo Padrone. Quando le piaccia questo mio novo progetto, bastarà la di lei acettazione, perchè subito si spediscano gli ordini necessari al detto nostro Ministro.

Colla di lei ritirata da cotesta Corte di Stutcard corre la voce che sono licenziati tutti i musici, ed instromenti dell’Opera di Sua Altezza Serenissima. Con questa certezza mi vien voglia e curiosità d’aver un dettaglio dell’abilitá di ciascheduno, ossia cantor valoroso, o instromentista abile e lo stesso vorrei sapere del tenore il Signor Arcangelo Cortoni. S’è buono, o ordinario, se sa la musica, o solamente ha buon orecchio. Lo stesso dico delli altri due virtuosi Francesco Guerrieri, e Giuseppe Robinelli. Quanto all’informazione desiderata dell’orchestra, vorrei si dichiarasse ancora la preferenza, che avevano de’ Luoghi e li onorari. Come ancora se ci fosse alcun Ballarino di mezzo carattere bravo, e da farsi onore.

Secondo il di lei avviso aspetto la consaputa Messa con istromenti e l’ultima opera di Louisbourg, e altresì il disegno di codesto teatro da lei promesso.

Ieri arrivò la nave che portava il 5.º involto Intitulata Il Conte di Oeyras ed il Signor Gaetano Martinelli ancora non si Lascia veder.

Resto pronto a servirla, e con tutta la stima mi dico di Vostra Signoria riveritissima. Affettuosissimo Servitore ed amico

Belém 28 marzo 1769

F.

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D.º 28                          Para Jommelli

                                                Riveritiss.mo Sig.r e Padrone Colendissimo

 

                        Per mezzo del nostro Ministro di Napoli, il Sig.r Giuseppe

                        di Sáa li sarà consegnata questa mia prima doppo il

                        suo felice arrivo. Spero che a quest’ora si trovi restituito

                        al suo natio soggiorno, nel quale avra giá provato il

                        piacer della gustosa compagnia del suo caro Sig.r fra=

                        tello, tanto da lei desiderata. Avro sommo piacer, che

                        V. S. seguiti a goderla per molti anni, accompagnata

                        da una perfetta salute.

                                    Gaetano Martinelli prese la riso=

                        luzione di fare il suo viaggio per terra: Credo che questo

                        pensiero sia stato prodotto da qualche terror panico,

                        causato della gran perdita de' vascelli, accaduta nei

                        mari del norte. Il caso stà ch’egli arrivi a tempo

                        di metter in scena la di lei opera del Fetonte, la

                        quale sta determinata per i 6 Giugno, giorno natali=

                        zio del mio Augustissimo Padrone.

                                    Secondando gli impulsi della mia vera ami=

                        cizia, facio presente a lei un mio progetto, quale

                        puo esserle d’onore, e vantaggio all’istesso tempo.

                        Ho riflesso che lei si trova al presente aviso nel

                        patrio domicilio, m’è parso d’entrare nella diligenza

                        di procurarle dal mio Padrone Fidel.mo una pensione

                        annua vitalizia di trecento Zecchini, stabillindo il

                        suo pagamento nelle mani del suprad.º nostro Ministro

                        alla Corte di Napoli, senza verun’altra obligazione e

                        dalla di lei parte, che di farli un’opera seria, ed altra

                        grotesca in ciasched'un anno, ò per il giorno natalizio

                        del mio sovrano li 6 Giugno o vero per quello della

                        nostra sovrana Fidelissima li 31 Marzo. Secondo


                        quel che si desiderarà sarà lei da me avisato. Ol=

                        tre di questo qualche Messa senza stromenti per la Cap=

                        pella Reale, alcun salmo, Sequenza, o motetto, secondo

                        sarà da me avertito, ben inteso che dalla moderazione

                        di questi ordini riconoscerà V. S. che ancora li resta molto

                        di gradire alla augusta generositá del mio Fidel.mo Padr.ne

                        Quando le piaccia questo mio novo progetto, bastarà la

                        di lei acettazione, perche subito si spediscono gli or=

                        dini necessarii al detto nostro Ministro.

                                    Colla di lei ritirata da cotesta Corte di Stutcard

                        corre la voce, che sono licenziati tutti i musici, ed instro=

                        menti dell’Opera di S. A. S. con questa certezza mi vien

                        voglia, e curiosità d’aver un detaglio dell’abilitá di

                        ciascheduno ossia cantor valoroso, o Instromentista

                        abile e lo stesso vorrei sapere del Tenore il Sig.r Ar=

                        cangelo Cortoni. S’è buono, o ordinario, si sàben la

                        musica, o solamente à buon orrechio. Lo stesso dico delli

                        altri due virtuosi Francesco Guerrieri, e Giuseppe Robi=

                        nelli. Quanto all’informazione desiderata dell’orchestra

                        vorrei si dichiarasse ancora la preferenza, che avve=

                        vano de Luoghi, e li onorari; come ancora se ci fosse

                        alcun Ballarino di mezzo carattere bravo, e da farsi

                        onore.

                                    Secondo il di lei aviso aspetto la consaputa

                        Messa con istromenti, e l’ultima opera di Louisbourg,

                        e altresi il disegno di cotesto Teatro da lei promesso.

                                    Jeri arrivo la nave che portava il 5.º involto

                        Intitulata = il Conte di Oeyras = ed il Sig.r Gaetano

                        Martinelli ancora non si Lascia veder.

                                    Resto pronto a servirla, e con tutta la stima

                        mi dico di V. S. riveritissima.

                                                                        Affettoss.º Serv. ed amico

                        Bellem 28 Marzo 1769                                                F.