- Sumário
- Carta de F. para Jommelli (10 Julho de 1769)
- Ano
- 1769
- Biblioteca/Arquivo
- Arquivo Nacional da Torre do Tombo
- Cota
- AHMF - Casa Real, Livro 2996, ff. 20-22
- Menções
- Manuel Carlos de Brito, Opera in Portugal in the eighteenth century, Cambridge University Press, 1989, pp. 178-179
Dito, 10
Para Jommelli
Ho ricevuta la sua stimatissima del 13 giugno prossimo passato e scritta in Napoli. Questa era aspettata da me con impazienza, per non aver notizia alcuna che mi potesse rendere informato della causa di tanto indugio. Basta, già siamo assicurati del suo arrivo, benché col rammarico di tanti da lei sofferti patimenti. Ma il Signore Iddio vorrà bene terminare i guai di tanta sofferanza, e che Madama, godendo dell’aria nativa, possa rimettersi e ricuperarse la primiera salute.
Il nostro caro Signor Martinelli è stato in casa mia fino a ieri, per dargli tempo di porre all’ordine la sua casa, che presentemente abita. Il suo onorario l’è stato pagato dal primo di marzo trascorso fino all’ultimo di giugno passato a ragione dei 300 zecchini da noi stipulati, oltre di ciò Sua Maestà Fidelissima gli ha fatto la grazia d’una mancia di centomila reis, che fanno zecchini 62, e Sedia Reale, con 2 muli e Cocchiero di corte.
Il suddetto Signor Martinelli è arrivato a questa corte nel dì 20 maggio passato, e posto che abbia tardato il suo arrivo, sempre è venuto in tempo di fare accommodare alcune minuzie in circa la nostra opera del Fetonte (la quale è andata felicemente in scena il dì 6 giugno, e fin’ad ora è stata già ripetuta 3 volte, con applauso indicibile delle Loro Maestà, la di cui Musica più si sente, più rende piacere, ed alletta). Ho rinvenuto che il suo talento corrisponde all’aspettativa che ne avevo concepita mediante le sue raccomandazioni, e Sua Maestà è molto contento del medesimo, e l’ama.
Quanto ai di lei nuovi interessi, che io tanto ho presi a cuore, e che d’un moto volontario della mia affetuosa amicizia ho potuto ottenere dal mio Fedelissimo Padrone, nella pensone proposta dei 300 zecchini menzionati nella mia trascorsa lettera, e della quale lei ne ha fatta accettazione. Essendomi per altro suggerito, che lei desiderava restare di qui avanti indipendente da altro strano soccorso, impiegato unicamente a scrivere per la suddetta Maestà Fidelissima, e che per poter decentemente vivere in total independenza, si
contenterebbe con 100 zecchini di più, che fanno la somma totale di 400 zecchini per anno, i quali similmente gli ho ottenuti da Sua Maestà per aumentazione. Questi gli saranno pagati per il nostro Ministro attuale il Signor Giuseppe di Sà Pereira, o al mese, o a quartale, come meglio si accorderanno fra di loro.
Quanto a quello che lei dovrà adempiere dalla sua parte, saranno le 2 opere consapute fatte di pianta, una seria, altra Bernesca. E solamente per quello che appartiene alla chiesa, vuole Sua Maestà che lei scriva tutto quello che gli sarà ordinato, e questo viene ad essere in sostanza l’istesso che mi è stato suggerito, in ricompensa dei 100 zecchini di più che lei desiderava, e che lei ha ottenuti. E questo onorario sarà contato, e cominciato a correre dal primo di aprile trascorso, e secondo ciò gli saranno pagati tosto li 3 mesi che di già avanza. Gli ordini dalla ventura musica saranno dati con descrizione, ed anticipazione competente. E per questa causa già il Signor Martinelli resta incaricato per ordine di Sua Maestà d’un’opera seria da farsi nel gusto moderno, fuori dalla moltiplicazione de’ balli, de’ quali vuole solamente quelli che interrompono gli atti. Si ha d’adoprare l’argomento di qualche favola, o istoria, in cui possino entrare terzetti, quartetti e quintetti.
L’avanzamento di questi 3 mesi li ho ottenuti da Sua Maestà in parte per una grazia speciale, et in parte perché resti discontato quello che lei potrebbe avanzare della Messa di pianta e della copia dell’opera buffa La Schiava Liberata, benché ancora non si trova finita ne l’una, ne l’altra. Non mancando d’insistergli per la sollecita spedizione di detta musica, qual’ora (come spero) non sia già in viaggio, prevalendosi del nostro Ministro, da cui riceverà e consegnerà le lettere.
Di questo nostro accordo si farà una piccola privata scrittura in casa del sudetto Signor Ministro di Portogallo, nella quale saranno ottorgati tutti i patti, e convenzione che si trovano menzionati in questa mia lettera, la copia della quale sarà rimessa al suddetto Signor Ministro. Ben inteso che della sudetta scrittura si faranno due esemplari uno per il suddetto Signor Ministro, altro per lei.
Credo che lei non mancherá di ricompensare il mio officioso affetto con la competente puntualitá, e brevità, con che mi saranno fatte le di lei rimesse venture, perché questo mi sarà cosa molto grata.
Quanto a poter lei publicare L’onorevole Impiego, che presentemente ha ottenuto da Sua Maestà Fidelissima, le rimetto acchiuso l’attestato passato e signato dal segretario di stato della ripartizione di guerra et affari stranieri, per il quale consta che lei sta al servizio di Sua Maestà Fidelissima senza
che si parli niente di quello che appartiene alla privata scrittura, nella qual scrittura sarà dichiarato ancora di più, che o non scriverà per nissun’ altra persona, o questo non gli servirà di pretesto per mancare alla soddisfazione di quello che ha stipulato nella suddetta scrittura.
Resto disposto a servirla sempre e con tutta la stima me dico de Vostra Signoria riveritissima.
Affezionatissimo Servitore ed amico
Belém 10 luglio 1769
F.
P. S. Non ostante aver detto ch’io li rimetto acchiuso l’attestato del segretario di stato degl’affari estranieri s’ha ordinato che il nostro Ministro di Napoli fosse quello che lo ricevessi, e quello che lo consegnasi a Vostra Signoria nelle sue proprie mani. Tutte le representazioni dell’anno venturo de 1770 sono già determinate e scelte. Il Re Pastore e Il matrimonio per concorso per Salvaterra nel mese de gennaio e La Schiava Liberata per gli anni di Sua Maestà Fidelissima la Regina, nell’ultimo giorno di Marzo, e la Nitteti per il giorno natalizio del nostro Augustissimo Sovrano nel 6 giugno venturo. In questo mentre vuol Sua Maestà Fidelissima che Vostra Signoria si metta a lavorar per la Cappella in musica senza stromenti, e che non sia obbligata de’ soli di gran fabbrica, per causa de che quando mancano questi musici di forza per chi si fanno queste composizioni, restano senza poter servire. Insomma vuol il suddetto Signor che questa musica sia concertata di qualche picciolo soletto, duetti, terzetti, eccetera, perché per la chiesa gusta più del concerto che de soli. E così ordina che lei passi a metter in musica il salmo Dixit Dominus una Messa per la suddetta Cappella, i Kirie e la Gloria della quale possa durar mezz’hora, e per questo può lei regular la durazione del resto. E finalmente vuol di più la sequenza della Pasqua, che comincia Victima Paschali, la continuazione della quale va qui acchiusa e ha da servire nella ventura Pasqua. S’avverte che il coro della suddetta Cappella hà piu di sedici o 18 musici. Di questa musica farà Vostra Signoria rimessa alla proporzione che la anderà facendo.
In occasione che il dì 6 giugno 1770 si festeggerà il giorno natalizio di Sua Maestà Fidelissima, nostro comune ed adorabile Padrone, si rappresentarà l’opera La Nitteti, per la quale sono necessari li qui appresso nuovi componimenti di musica per cui se ne forma la presente instruzione.
La parte di Sammete sarà rappresentata dal Signor Carlo Reina, per il quale necessitano che siano composte di nuovo tutte le 4 arie et il Duetto. Cioè l’aria
Sono in mar: non veggo sponde}del I.º atto.
Se d’amor, se di contento}del I.º atto.
Mi sento il cor trafiggere del II atto.
Decisa è la mia sorte del III atto.
Questo musico è molto portato per il cantare espressivo ed ha molta azione. Ha una bella tirata di voce, per la quale regolar si potrà a tenore dell’esemplare di sue corale, che qui annesso gli si acclude.
Siccome la 2.a suddetta aria Se d’amor, se di contento non è frammezzata dalla prima che da una sola aria, così questa si desidera corta in forma che internandosi la seconda parte con la prima venisse quasi a formare una cavatina, e scansar così l’obbligo di principiar da capo.
Le quattro suddette arie si desiderano come quella del Vologeso con il segno al mezzo dell’aria ad effetto [che] non rieschino longhe. La Scena X del primo atto, che precede al Duetto si desidera, che in qualche sito, che lei ritroverà opportuno, principi ad essere il recitativo istromentato, talmente che possa su quello attacare il Duetto, quale (non meno che gli altri pezzi di musica) si desidera che sia di quel calibro con cui si distinguono le note del Maestro Jommelli.
Per il suddetto Duetto il primo soprano deve farlo il Battistino (quale si avverte di non sfogarlo molto, giungendo il medesimo sino all’Amire e Bemi di passaggio non sostenendole) ed il Reina deve essere il 2.º soprano per il quale potrà regolarsi in conformità del già detto esemplare che si trasmette.
La Parte di Beroe sarà rappresentata dal Signor Battistino Vasquez, per il quale si desidera un nuovo componimento per l’aria che dice Per costume o mio bel Nume
Questo soggetto avendo cantate tutte l’arie del Vologeso con molta abilita, ed applauso, si sono ritrovate ottime per il suo stile e modo di cantare. Il medesimo ha la sua giusta esecuzione. Ha poca voce, ma buona, graziosa ed espressiva. Finalmente è musico, per cui gli può scrivere,
essendo certo della buona esecuzione.
Si regolerà per quest’aria come per le quattro sopraccenate del Reinino, cioè con il segno al mezzo del’aria. La Musica della marcia che si accenna nel libro alla Scena VI del Primo atto nella spartito non vi è. Ma solo si è ritrovato il Basso senza gl’Istromenti. Così che se ne fa istanza e si desidera che non sia molto corta.
D.º 10 Para Jommelli
Hò ricevuta la sua stimat.ma de 13 Giug.º pross.to e scritta in
Napoli. Questa era aspettata da me con impazienza, per
non aver noticia alcuna che mi potesse rendere informato
della causa di tanto indugio. Basta, già siamo assicurati
del suo arrivo, benche col rammarico di tanti da lei sof=
ferti patimenti; ma il Sig.r Iddio vorra bene terminare
i guai di tanta sofferanza, e che Madama, godendo dell’aria
nativa, possa rimettersi, e ricuperare la primiera salute.
Il nostro caro Sig.r Martinelli e' stato in casa mia
fino à ieri, per dargli tempo di porre all’ordine la sua casa,
che presentemente abita: Il suo onorario l’è stato pagato
dal primo di Marzo trascorso fino all' ultimo di Giug.no passato
à raggione dei 300 zecchini da noi stipulati, oltre di ciò S. M.
F. gli hà fatto la grazia d’una mancia di centomila reis,
che fanno zecchini 62, e Sedia Reale, con 2 muli, e Coc=
chiero di corte.
Il sudetto Sig.r Martinelli è arrivatto a questa corte
nel di 20 Mag.º passato, e posto che abbia tardato il suo ar=
rivo, sempre è venuto in tempo di fare accommodare al=
cune minuzie in circa la nostra opera del Fetonte, / la quale
è andata felicemente in scena il di 6 Giug.º, e fi' ad ora
è stata già ripetuta 3 volte, con applauso indicibile delle
LL. MM., la di cui Musica più si sente, più rende pi=
acere, ed alletta /. Ho rinvenuto che il suo talento corris=
ponde all’aspettativa che ni avevo concepita mediante
le sue raccomandazioni, e S. M. è molto contento del
medesimo, e l’ama.
Quanto ai di lei nuovi interessi, che io tanto hò pre=
si a cuore, e che d’un moto voluntario della mia affetuosa
amicizia hò potuto ottenere dal mio Fedelissimo Padrone, nella
penzione proposta dei 300 zecchini menzionati nella mia
trascorsa lettera, e della quale lei ne ha fatta accettazione.
Essendomi per altro suggerito, che lei desiderava restare
di qui avanti indipendente da altro strano soccorso, impiega=
to unicamente à scrivere per la sudetta M. F., e che per
poter decentemente vivere in total independenza, si con=
contenterebbe con 100 zecchini di più, che fanno la som=
ma totale di 400 zecchini per anno, i quali similmente gli
ho ottenuti da S. M. per aumentazione. Questi gli saran=
no pagati per il nostro Ministro attuale il Sig.r Giuseppe
di Sà Pereira, o al mese, o à quartale come meglio si ac=
corderanno frà di loro.
Quanto à quello che lei dovrà adempire dalla
sua parte, saranno le 2 opere consapute fatte di pianta,
una seria, altra Bernesca. E solamente per quello che ap=
partiene alla chiesa, vuole S. M., che lei scriva tutto quello
che gli sarà ordinato, e questo viene ad essere in sostanza
l’istesso che mi è stato suggerito, in ricompenza dei 100
zecchini di più che lei desiderava, e che lei hà ottenuti. E
questo onorario sarà contato, e cominciato à correre dal
primo di Aprile trascorso, e secondo ciò gli saranno pa=
gati tosto li 3 mesi che di già avanza: gli ordini dalla ven=
tura musica saranno dati con descrizione, ed anticipazione
competente: E per questa causa già il Sig.r Martinelli
resta incaricato per ordine di S. M. d’un’Opera seria da farsi
nel gusto moderno, fuori dalla multiplicazione de balli, de
quali vuole solamente quelli che interrompono gli atti. Si
hà d’adoprare l’argomento di qualche Favola, o Istoria,
in cui possino entrare terzetti, quartetti, e quintetti.
L’avanzamento di questi 3 mesi li ho ottenuti
da S. M. in parte per una grazia speciale, et in parte
perche resti discontato quello che lei potrebbe avanzare della
Messa di pianta, e della copia dell’Opera buffa = La Schiava
Liberata = benche ancora non si trova finita ne l’una, ne
l’altra; non mancando d’insistergli per la sollecita spe=
dizione di detta musica, qual’ora / come spero / non sia già
in viaggio; prevalendosi del nostro Ministro, da cui riceverà,
e consegnerà le lettere.
Di questo nostro accordo si farà una piccola pri=
vata scrittura in casa del sudetto Sig.r Ministro di Portogallo,
nella quale saranno ottorgati tutti i patti, e convenzione che
si trovano menzionati in questa mia lettera, la copia della
quale sarà rimessa al sud.º Sig.r Ministro; ben ‘ inteso che
della sudetta scrittura si faranno due esemplari uno per
il sud.º Sig.r Ministro, altro per lei.
Credo che lei non mancherá di ricompensare
il mio officiozo affetto con la competente puntualitá, e
brevità, con che mi saranno fatte le di lei rimesse venture,
perche questo mi sarà cosa molto grata.
Quanto a poter lei publicare L'onorevole Im=
piego, che presentemente hà ottenuto da S M F, le
rimetto acchiuso l’attestato passato, e signato dal segre=
tario di stato della ripartizione di guerra et affari stranieri,
per il quale consta che lei stà al serv.º di S. M. F. senza
che si parli niente di quello che appartiene alla pri=
vata scrittura, nella qual’scrittura sarà dichiarato an=
cora di più, che o non scriverà per nissu' altra persona,
o questo non gli servirà di pretesto per mancare alla
sodisfazione di quello che ha stipulato nella sudetta scrit=
tura.
Resto disposto a servirla sempre, e con tutta
la stima me dico de V. S. riveretissima.
Affettoss.º Serv.e ed amico
Bellem 10 Luglio 1769 F.
P. S. Non ostante aver detto ch’io li rimetto acchiuso l’at=
testatto del secr.º di stato degl’affari estranieri s’ha ordinato
che il nostro Ministro di Napoli fosse quello che lo ricevessi,
e quello che lo consegnasi a V. S. nelle sue proprie mani;
Tutte le representazioni dell’anno venturo de 1770 sono
già determinate e scelte. Il Rè Pastore, e il matrimonio
per concorso per Salvaterra nel mese dè Genaro, e La
Schiava Liberata per gli anni di S. M. F. La Regina,
nel ultimo giorno di Marzo, e La Nitetti per il giorno
natalizio del nostro Augustissimo Sovrano nel 6 Giugno
venturo. Jn questo mentre vuol S. M. F, che V. S. si
meta a lavorar per la Cappella in musica senza strom.ti,
e che non sià obbligata de soli di gran fabrica, per
causa de che quando mancano questi musici di forza
per chi si fanno queste composizioni, restano senza poter
servire. Jn soma vuol il sud.º Sig.r che questa mu=
sica sia concertata di qualche picciolo soletto, duetti,
terzetti, &.ª perche per la chiesa gusta più del concerto che
de soli. E cosi ordina che lei passe a meter in musica
il salmo = Dixit Dominus = una Messa per la sud.ª Cap=
pella i Kirie, e la gloria della quale possa durar mez’hora,
e per questo puo' lei regular la durazione del resto: E
finalmente vuol di più la sequenza della Pasqua, che
comincia = Victima Paschali = la continuazione della
quale và qui acchiusa, e ha da servire nella ventura Pas=
qua. S’avverte che il coro della sud.ª Cappella
hà piu di sedici o 18 musici. Di questa musica farà
V. S.ª rimessa alla proporzione che la anderà facendo.
In occasione che il di 6 Giug. 1770 si festeggierà
il giorno natalizio di S. M. F. nostro commune, ed adora=
bile Padrone, si rappresentarà L’Opera = La Nitteti, per
la quale sono necessari li qui appresso nuovi componimenti
di musica per cui se ne forma la presente instruzione.
La parte di Sammete sarà rappresentata dal Sig.r Carlo
Reina, per il quale necessitano che siano composte di nuo=
vo tutte le 4 arie, et il Duetto. Cioè l’aria
Sono in mar: non vego sponde: }del I.º atto.
Se d’amor, se di contento }del I.º atto.
Mi sento il cor trafiggere del II atto.
Decisa è la mia sorte del III atto.
Questo musico è molto portato per il cantare esperssivo, ed à
molta azione. Hà una bella tirata di voce, per la quale re=
golar si potrà à tenore dell’esemplare di sue corale, che qui
annesso gli si acclude.
Siccome la 2.da sud.ª aria = Se d’amor se di contento non è
framezzata dalla prima che da una sola aria, cosi questa
se disidera corta in forma che internandosi la seconda parte
con la prima venisse quasi a formare una cavatina, e
scansar cosi l’obbligo di principiar da capo.
Le quattro sudette arie si disiderano come quella del Vologeso
con il segno al mezzo dell’aria ad effetto non rieschino longhe.
La Scena X del primo atto, che precede al Duetto si desidera,
che in qualche sito, che lei ritroverà opportuno, principi
ad essere il recitativo istromentato, talmente che possa su
quello attacare il Duetto; quale / non meno che gli altri
pezzi di musica / si disidera che sia di quel calibro con cui
si distingono le note del Maestro Jommelli.
Per il sud.º Duetto il p.º soprano deve farlo il Battistino,
/ quale si averte di non sfogarlo molto, giungendo il mede=
simo sino all amirè e Bemi di passaggio non sostenen=
dole / ed il Reina deve assere il 2.º soprano per il quale
potrà regolarsi in conformità del già detto esemplare che si
trasmette.
La Parte di Beroe sarà rappresentata dal Sig.r Battistino
Vasquez, per il quale si desidera un nuovo componimento
per l’aria che dice.
Per costume o mio bel Nume
Questo sogetto avendo cantate tutte l’arie del Vologeso con
molta abilita, ed applauso, si sono ritrovate ottime per
il suo stile, e modo di cantare. Il med.º ha la sua giusta
essecuzione. Ha poca voce, ma buona, graziosa, ed espres-
siva. Finalmente è musico, per cui gli puo scrivere,
essendo certo della buona essecuzione.
Si regolerà per quest’aria come per le quattro soprac=
cenate del Rejnino, cioè con il segno al mezzo del’aria.
La Musica della marcia che si accenna nel
Libro alla Scena VI del Primo atto nella spartito non
vi è; ma solo si è ritrovato il Basso senza gl’Istrom.ti;
Cosi che se ne fà istanza, e si desidera che non sia
molto corta.